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ottobre 2020

Intervento cataratta

Intervento cataratta: patologia e sintomi della cataratta

Prima di illustrare il procedimento dell’intervento di cataratta, vediamo brevemente in cosa consiste questa patologia e quali sono i suoi sintomi.

La cataratta è una patologia oculare consistente nella progressiva opacizzazione del cristallino (l’organo nell’occhio che, insieme alla retina, ci permette di mettere a fuoco gli oggetti), la cui conseguenza è una riduzione della capacità visiva o, nei casi più gravi, la totale perdita della vista. La cataratta può interessare entrambi gli occhi o solo uno di essi.

La cause scatenanti sono solitamente connesse all’avanzare dell’età, che comporta una minore flessibilità e trasparenza del cristallino, nonché un suo ispessimento. Altre cause possono essere l’esposizione a raggi UV e X, la disidratazione, lesioni all’occhio, infezioni durante la gravidanze, ed altre ancora.

Inoltre, una forte miopia, precedenti patologie, il diabete mellito ed altri fattori possono portare all’insorgenza di questa patologia anche intorno ai 40 anni. In questi casi, si parla  di cataratta giovanile.

Tra i sintomi della cataratta troviamo prevalentemente la visione annebbiata, a volta accompagnata da episodi di abbagliamento da luce frontale, sdoppiamento dell’immagine e deterioramento nella percezione cromatica.

Intervento alla cataratta: come si svolge?

L’unico trattamento che permette di risolvere il problema della cataratta è l’intervento chirurgico.

L’intervento consiste nella rimozione del cristallino opacizzato e nella sua sostituzione con un cristallino artificiale, conosciuta come lente intraoculare (IOL). Grazie a questa lente è inoltre possibile trattare altri disturbi visivi quali la miopia, l’astigmatismo e la presbiopia.

L’intervento alla cataratta è molto breve e completamente sicuro. Viene eseguito in day hospital e richiede una semplice anestesia locale, ottenuta con un collirio anestetico. La tecnica più comunemente utilizzata è quella della facoemulsificazione, che implementa con il femtolaser il tradizionale intervento con pinze e bisturi.

Poco dopo l’intervento, il paziente può già tornare a casa, dovendo semplicemente tenere aperto l’occhio operato per un giorno. Già 24 ore dopo l’intervento, si potranno vedere i miglioramenti nella capacità visiva.

Ricordiamo che prima di sottoporsi all’intervento il paziente deve effettuare una visita oculistica completa per valutare la gravità della patologia.

Sebbene l’intervento richieda poco tempo, le liste d’attesa sono spesso molto lunghe. Presso il Centro Medico Tuzza, invece, la lista d’attesa per un intervento alla cataratta è di soli 15 giorni! 

Per prenotare un appuntamento con il nostro oculista, vi basterà contattare il nostro staff, che sarà lieto di rispondervi in brevissimo tempo.

 

Apicectomia dentale

Apicectomia dentale – Tutto quello che c’è da sapere

La chirurgia endodontica retrogada e la cura delle radici

La radice del dente è particolarmente suscettibile a infiammazioni e infezioni di vario grado. Queste possono avere conseguenze importanti che finiscono per causare la perdita del dente. La chirurgia endodontica retrogada o l’apicectomia, diventa l’unica alternativa in grado di offrire risultati apprezzabili prima di ricorrere all’implantologia. L’intervento è teso a rimuovere la porzione terminale della radice. Una volta pulito l’interno del canale, l’odontoiatra procede con l’otturazione delle radici per via retrograda (cioè del terminale invece che della corona).

Intervento di apicectomia: cause e complicanze

Le cause dell’infiammazione e la pianificazione dell’intervento

Ascessi, granulomi, cisti: l’operazione di apicectomia dentale viene eseguita in tutte quelle circostanze in cui l’infiammazione non trattata tempestivamente porta alla perdita graduale dell’osso alveolare. Riconoscere le cause e la gravità della situazione è fondamentale per intervenire con le dovute misure. Dalla formazione di una fistola gengivale fino al dolore durante la masticazione o continuativo, questi sono i principali sintomi che mostrano l’importanza dello stato infiammatorio. Una volta registrati e valutati correttamente, il dentista può scegliere di pianificare l’intervento di chirurgia endodontica retrogada a fronte dei riscontri offerti tramite valutazione radiografica.

Apicectomia quanto dura l’intervento e il recupero

Durata dell’operazione, tasso di successo e trauma post-operatorio

L’operazione come riassunta nel primo paragrafo può durare dai 90 ai 120 minuti a seconda della posizione del dente, della sua struttura radicolare, della gravità dell’infezione. In generale l’intervento è più semplice e veloce su incisivi e canini. Diversamente, l’apicectomia di molari e premolari può essere più complessa per via del numero maggiore dei canali, della posizione dei denti della presenza di strutture nobili (nervi, canale mandibolare, ecc.). Il trauma post operatorio si risolve con un lieve dolore della parte interessata e con qualche difficoltà nella masticazione. Oggi, la micro-chirurgia endodontica ha un tasso di successo del 95% nei 5 anni successivi l’intervento.

Per maggiori dettagli e per richiedere un appuntamento presso il Centro Medico Tuzza non esitate a telefonare.

placca di Michigan

La placca di Michigan: cos’è e a cosa serve

Il bite mandibolare e i disturbi dell’ATM

Dal bruxismo al digrignamento, dalle lesioni parodontali gravi alla prevenzione dalla frattura coronale, dalle alterazioni a carico dell’ATM ai margini incisali frastagliati: la placca di Michigan può offrire benefici evidenti in ampio spettro di circostanze. L’apparecchio è un bite in resina dura posizionato sull’arcata superiore in modo da impedire il contatto con quella inferiore. Ciò favorisce il giusto collocamento del disco articolare e, di conseguenza, rilassa la masticazione e preserva i denti dall’erosione dovuta al contatto. Questa soluzione è particolarmente efficace per risolvere i disturbi temporomandibolari.

La placca di svincolo: progettazione su misura

Realizzazione del bite ortodontico personalizzato

Sebbene esistano prodotti commerciali che promettono gli stessi risultati a costi contenuti, la placca di Michigan deve essere realizzata su misura per avere efficacia nel medio-lungo periodo. L’intervento del tecnico è essenziale per dare forma a un dispositivo capace di garantire una buona ritenzione e stabilità durante i movimenti delle labbra e della lingua. In altri termini, quando realizzato correttamente il bite non deve inclinarsi né spostarsi dalla sede dell’arcata. Grazie alla progettazione personalizzata, il tecnico lavora sull’uniformità, sui punti di contatto e sugli spessori per bilanciare correttamente l’apparecchio anche nel caso in cui il soggetto mostri importanti discrepanze interocclusali o asimmetrie ossee.

Il bite in resina e i benefici sui disturbi dell’ATM

Bite e fisioterapia

Per la precisione, il bite riduce il carico sui muscoli della masticazione e, dunque, limita l’indolenzimento alla testa o alla mascella che il soggetto solitamente accusa al risveglio. La placca dovrebbe quindi essere utilizzato durante il sonno: momento in cui sono più frequenti i fenomeni di bruxismo e digrignamento. Allo stesso tempo, la terapia potrebbe richiedere il confronto con un fisioterapista specializzato in ARTICOLAZIONE TEMPORO MANDIBOLARE e l’eventuale somministrazione di antinfiammatori(almeno nella fase iniziale del trattamento). Più in generale, la pianificazione terapeutica con specialisti delle articolazioni temporo-mandibolari potrebbe richiedere un trattamento multidisciplinare capace di risolvere la causa prima del disturbo.

Per maggiori informazioni sulla placca di Michigan e sulla terapia per i disturbi dell’ATM, contattate il Centro Medico Tuzza